ENAIP nasce a metà degli anni quaranta. Il Paese stava uscendo dalla grande guerra e c'era bisogno di tutto: strade, case, elettricità, ponti.

le Acli intuiscono che occorre ripartire dal lavoro, preparare le maestranze, formare i mestieri che servono a ricostruire il Paese.

Si fa formazione come e dove si può: nei primi circoli Acli, nelle parrocchie, negli edifici dismessi. Ma presto si fa avanti l'esigenza di strutturare meglio queste occasioni.
Agli inizi degli anni cinquanta, Enaip offre i primi corsi e i primi laboratori.

ENAIP AGLI ALBORI

 

ENAIP nasce subito a ridosso del dopoguerra, su ispirazione delle sedi provinciali delle Acli, intorno alla metà degli anni quaranta, quando la sensibilità sociale e cristiana del movimento aclista intuì che c'era bisogno di affrontare alle radici il problema di come preparare le maestranze che avevano il compito di ricostruire il Paese.
C'era bisogno di tutto in quegli anni: artigiani, carpentieri, elettricisti, meccanici, ebanisti, telegrafisti, ecc. Si faceva formazione nelle sale parrocchiali, nei primi circoli delle Acli o in edifici dismessi. Ma fin da subito si faceva lezione sugli apparecchi, sulle macchine, sui telegrafi.
Presto il movimento avverte l'esigenza di rendere meno sporadiche e frammentate le iniziative di apprendistato e di formazione che, in modo più o meno spontaneo, prendevano sempre più piede, soprattutto nei piccoli centri.
Nel 1947, viene istituito a Roma un centro di coordinamento: l'Ufficio centrale di istruzione professionale
che poi, nel 1949, si trasforma in Centro Nazionale Acli Istruzione Professionale (CNAIP).

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Gli anni cinquanta e sessanta

I primi centri di addestramento professionale e l'urgenza di preparare al lavoro


Sarà nel 1951 che le Acli decidono di dar vita ad un apposito organismo, con mission e statuto autonomo, denominato Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale (ENAIP).
L'incipit del suo Statuto recita che ENAIP deve occuparsi de: “La formazione professionale delle forze di lavoro (giovani e adulti) per tutti i settori dell’attività produttiva; la promozione morale, culturale e civile dei lavoratori nel quadro di un programma di educazione permanente”.
Fin dall’inizio, sono due gli elementi fondativi che si intrecciano: la formazione professionale per tutti i settori delle attività produttive e una visione di promozione sociale collegata all’educazione permanente.
In quegi anni imperava un approccio alla formazione di tipo addestrativo-esecutivo. L’addestramento professionale rispondeva però ad una precisa esigenza sociale, economica e politica, era inteso cioè come preparazione finalizzata a formare specifiche mansioni lavorative, essere in grado di trovare rapidamente un'occupazione, essere immediatamente utili per il Paese e anche guadagnare subito per sostenere genitori e figli. Nel 1959, ENAIP conta già una rete di 103 centri di addestramento professionale, distribuiti in 43 province, e 5 centri sociali per lavoratrici agricole stagionali.

Scrive Alberto Valentini, uno dei primi Direttori generali dell'Ente: "Tenuto conto della consistenza dell’intervento, si decise di richiedere il riconoscimento di personalità giuridica, che ci venne accordato il 5 aprile del 1961. Da questo momento, ENAIP si dota di organi direzionali e di una sede centrale propria. Nasce anche il Notiziario ENAIP, quale strumento di collegamento dedicato soprattutto al personale, e poi nel 1963 la rivista Formazione e Lavoro con l’intento di partecipare al dibattito sul ruolo della formazione e le collegate riforme".

Dall'archivio storico di EnAIP FVG

Dall'archivio storico di EnAIP Veneto

Gli anni settanta e ottanta

La proposta formativa di ENAIP e la regionalizzazione degli enti

Gli anni settanta segnano l’impegno per gli Italiani in emigrazione e l’aggiornamento della formazione professionale nella prospettiva della piena occupazione di un nuovo sistema formativo.  Si sviluppa quella che sarà la proposta formativa dell’ENAIP. La prospettiva pedagogica di riferimento diviene quella della formazione globale della persona, della polivalenza metodologica ed il metodo della ricerca. Aspetti di fondo a cui connettere le esigenze formative: l’inserimento sul lavoro, la formazione che sia anche per la vita nel quadro della formazione continua, il processo di sperimentazione continua. Si definiscono come momenti fondamentali del processo formativo (“temi unificanti”) il lavoro di gruppo, la valutazione, la disciplina ed i rapporti con l’esterno. ENAIP, in un quadro di costante ampliamento delle attività, allarga la sua azione alla CEE svolgendo progetti pilota ed azioni cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo; partecipa attivamente alla definizione della legge-quadro della formazione professionale (legge 845 del 1978), alla luce di una piattaforma “La riforma della formazione professionale nella prospettiva della piena occupazione e di un nuovo sistema formativo”.

Negli anni ottanta si apre la stagione della regionalizzazione della formazione professionale pensata come strumento che favorisse meglio e di più il collegamento tra la formazione e il territorio, l'incontro tra la domanda e l'offerta, la pianificazione delle attività al fine di consentire a tutti l’accesso alla formazione. ENAIP arriva rapidamente ad una completa regionalizzazione delle proprie attività con lo sviluppo degli Enaip enti regionali.

Gli anni novanta e duemila

La legge quadro del settore FP e gli sguardi verso l'Europa



Inizia negli anni novanta
la stagione delle riforme, della Legge Quadro sulla formazione professionale e del generale riassetto dei compiti e delle funzioni del sistema formativo italiano. ENAIP è protagonista di questo pensiero riformatore, e si fa promotore di un processo di innovazione per il quale il sistema di formazione professionale deve rivendicare autonomia, spessore politico, etico e culturale, una struttura articolata e coerente con le migliori esperienze europee.
Sono anni in cui, nel contesto italiano, si cerca di portare avanti un movimento riformatore teso a introdurre caratteri tipici del “modello” europeo di formazione: un “sistema formativo aperto” ed integrato, centrato sul diritto dei cittadini all’istruzione ed alla formazione, in stretta relazione con le politiche del lavoro e di sviluppo locale, con forte rilievo del ruolo delle Regioni e degli Enti locali.

I primi anni del duemila sono gli anni dell'Europa, segnati anche da una decisa spinta tecnologica che abbraccia anche il settore formativo. Nascono le prime reti di partenariato transnazionale, si realizzano le prime sperimentazioni in elearning e si definiscono i progetti di Euro Qualificazione con la successiva nascita dell’Associazione Europea per la Formazione Professionale (AEFP/EVTA).
Oggi ENAIP è ancora il pimo e tra i più significativi Enti della Formazione professionale operanti in Italia e in Europa.

Testimonianze

Ersilio Teifreto, classe 1947, e oggi imprenditore affermato nel settore del mobile,  è stato un allievo dei primi Corsi di formazione professionale realizzati da ENAIP. Era un corso per ebanisti, realizzato nel centro di addestramento professionale a Novoli, in provincia di Lecce.

Ci racconta Ersilio
: <<Mi piaceva il legno, così a 13 anni scelsi di frequentare un corso che ENAIP offriva nel reparto falegnameria. Qui si svolgeva sia la teoria che la pratica. Nello stesso centro c'erano anche i reparti per formare i saldatori e i fabbri. L'esperienza che ho fatto in Enaip in quegli anni mi ha seguito nella vita lavorativa>>.

Trasferitosi a Torino nel 1978 insieme con la moglie Pina, fonda "Arredare In", un'azienda di arredamenti per spazi dove vivono i bambini, divenuta poi nel 1980 l'azienda "Max Camerette". Nel 2006 prende il timone dell'azienda di famiglia, il figlio Massimiliano che continuando sulle orme dei genitori porta successo e innovazione facendo diventare il marchio un punto di riferimento per il settore del mobile.

Ma Ersilio ha anche una grande passione per l'arte e quindi mette a frutto il suo talento di ebanista per realizzare nel 2016 un progetto che raccoglie grande successo:
<<Abbiamo deciso di costruire "La Camera di Vincent Van Gogh" e così abbiamo allestito una mostra dove si poteva entrare fisicamente. L'opera è stata costruita da esperti falegnami con la nostra collaborazione, completamente in legno in dimensioni naturali: è stato un grande successo!>>
Nella camera di Van Gogh si può abitare. E i bambini, in particolare, possono viverla e giocarci. Ersilio e Massimiliano Teifreto, coadiuvati dal professor Mauro Pecchenino, docente in comunicazione d’impresa, hanno illustrato l’iniziativa a cui hanno collaborato anche dieci artisti del «Consorzio artigiano San Luca per la cultura, l’arte e il restauro», con assoluta fedeltà di colori, materiali e lavorazioni. La mostra, di cui riportiamo nella foto una parte, è stata visitata da tutte le scuole tecniche di Torino e provincia.
Leggi qui l'articolo del quotidiano La Stampa del 23 gennaio 2016.
Oggi pubblichiamo, con orgoglio e riconoscenza, questa sua bella storia che parla di formazione, lavoro, passione e famiglia.