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La prima
conseguenza di questo approccio è il superamento del modello
professionale di intervento incentrato sull’azione di un unico
soggetto e di un solo tipo di esperto.
Un efficace intervento
richiede la collaborazione in rete di tutti i soggetti competenti
nell’arco della vita formativa e professionale: scuole, università,
centri di formazione professionale, servizi di orientamento attivati
dagli enti locali, servizi per l’impiego.
Diversi documenti comunitari
invitano a superare la dicotomia scolastico/professionale, che ha
ancora tenaci radici in alcuni Stati membri, e a ragionare in termini
di “centri di interesse”
e di attenzione alla specificità dell’intervento, ma all’interno
di un approccio globale e continuo.
In tal senso si potrà
parlare di orientamento scolastico e universitario quando prevale
l’attenzione alla scelta del percorso formativo e riferirsi
all’orientamento professionale, quando il focus è sulla professione
e sull’inserimento al lavoro.
Il termine usato a livello
comunitario, che più si avvicina a questa concezione di orientamento
professionale, è careers education, inteso come un processo di educazione permanente
alle scelte professionali.
In questo processo figurano e
si alternano in modo ricorsivo e dinamico momenti di analisi delle
proprie caratteristiche, approfondimenti di tipo informativo sulle
diverse opportunità formative (dalla scuola alla formazione
professionale e all’università), esperienze di alternanza e
formazione in azienda, conoscenza delle professioni e del mondo del
lavoro.
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