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RIFLESSIONI ENAIP SULL'ORIENTAMENTO
Orientamento come e perché - Orientamento: problemi e tendenze - Orientamento come processo globale continuo - I centri di interesse - Schemi generali per la definizione dei servizi di orientamento - Pluralità dell'utenza e diversificazione dei bisogni e dei servizi
Orientamento come e perché

 
 
Proponiamo le seguenti riflessioniper rispondere ad una esigenza che in questa fase riteniamo importante, quella del “fare ordine” ed anche perchécostituiscono l’orizzonte comune degli interventi di orientamento realizzati nelle varie attività progettuali, rappresentando una base condivisa circa concetti ed impianto delle azioni di orientamento.

La modalità stessa con cui queste riflessioni vengono presentate - risposte ad alcune domande - volutamente non concettose, utilizzando talvolta un linguaggio evocativo e metaforico, consente di considerarle indicazioni di massima, un canovaccio da confrontare con gli interventi sviluppati e da sviluppare.
 
 

Perché l’orientamento sta assumendo così tanta rilevanza:

    per l’aumento e la diffusione che stanno avendo - tra soggetti con caratteristiche diverse e in fasi della vita diverse - i momenti di passaggio e di transizione tra formazione e lavoro; di alternanza tra lavoro/ non lavoro, tra lavoro dipendente/lavoro autonomo; e la necessità e/o opportunità di cambiare settore economico e livello professionale.
Dove si colloca rispetto alle altre attività o servizi che un centro svolge:

Si può configurare come:

    servizio autonomo rivolto a raggruppamenti omogenei, a singoli soggetti, o a raggruppamenti diversificati;

    modulo autonomo rispetto alla formazione professionalizzante;

    modulo trasversale al percorso formativo (iniziale, in itinere, finale);

    modulo propedeutico ad un percorso mirato alla creazione d’impresa.

Come si configura:
    l’attività di orientamento é fondamentalmente una azione a sostegno di una scelta consapevole ed autonoma rispetto ad un personale percorso di formazione/lavoro. 
La consapevolezza é intesa come conoscenza:
    delle condizioni soggettive (conoscenza di sé, dei propri interessi, curiosità, disponibilità, abilità e competenze);
    delle condizioni oggettive (mercato del lavoro, mappa delle opportunità formative e di lavoro di un determinato territorio e/o una determinata area professionale).
Chi è opportuno collocare al centro del processo di orientamento:
    i soggetti;

    le relazioni di questi tra loro;

    le relazioni con la comunità ed i contesti di riferimento.

    non esistono per l’attività di orientamento soluzioni precostituite ne é possibile trovarne fuori dalla dinamica relazionale tra Soggetti e Comunità;

Il percorso :
    si caratterizza come ricerca della congruenza tra le condizioni oggettive e quelle soggettive e quindi alla fattibilità del percorso professionale di ciascuno.
Come strutturare un percorso:

a partire da sé

    conoscenza delle proprie potenzialità e di come queste possono essere spese in termini professionali
nel mondo
    analisi e lettura critica degli ambiti e dei contesti di riferimento
    attivazione del progetto
ritorno a sé
    verifica della propria motivazione ai diversi ambiti professionali e lavorativi
    sviluppo/rafforzamento dell’assertività

    sviluppo/rafforzamento della decisionalità

    studio di fattibilità sulla soluzione dei problemi e/o delle alternative emerse

    elaborazione di un progetto (formativo lavorativo professionale)

Cosa prevede il progetto e su cosa può essere basato:
Prevede:
  • forma del lavoro
  • area professionale
  • settore
  • ruolo
Si basa:
  • sulla continuità
  • sul cambiamento misurato
  • sul cambiamento radicale
Quali sono le attività che si possono svolgere nell’ambito di un servizio:
    accoglienza/prima informazione
    informazione personalizzata

    colloquio/ consulenza

    progettazione di itinerari individualizzati di formazione/lavoro

    gestione e tutoraggio per stage

    conduzione di gruppi di orientamento (mirati, di breve durata)

    conduzione attività di bilancio di competenze e self-assement

    conduzione di gruppi di “job club”.

Quali possono essere i contenuti di massima di un percorso di orientamento:
    analisi delle proprie competenze, capacità, abilità, desideri e risorse. 

    per i soggetti adulti e/o soggetti che hanno avuto diverse esperienze di vita e di lavoro,l’analisi si può articolare in un recupero, riconoscimento e valorizzazione di risorse, abilità ed energie ricavabili dalle precedenti esperienze e trasferibili in altri contesti;

    studio/conoscenza della domanda ed offerta di lavoro in specifici settori economico produttivi;

    analisi delle diverse aree e profili professionali;

    acquisizione e/o rafforzamento di alcune competenze trasversali: comunicazione, relazionalità, progettazione, organizzazione e documentazione;

    acquisizione di tecniche di ricerca del lavoro, redazione di curricula mirati e gestione dei colloqui di lavoro;

    elaborazione di un piano personale di sviluppo professionale coerente e consapevole.

Quali sono gli approcci metodologici auspicabili:

Facendo riferimento alle buone pratiche esperite a livello nazionale ed internazionale, si seguiranno alcune linee metodologiche di base che saranno adattate ai diversi soggetti:

    attivazione di situazioni ricavate da esperienze concretamente vissute e che, soprattutto per i soggetti femminili, diano rimandi significativi sulle loro risorse;

    rilevanza all’aspetto relazionale nei gruppi di lavoro per rafforzare una delle competenze di tipo trasversale più importanti;

    attenzione a ciò che i soggetti femminili pensano e dicono (attenzione al linguaggio, a non incorrere in stereotipi sessisti);

    approcci di tipo esperenziale in grado - soprattutto per i soggetti più in difficoltà, più deboli - di favorire l’autostima;

    sviluppo delle capacità di individuare problemi e di realizzare studi di fattibilità per la soluzione degli stessi;

    approcci operativi che consentano lo sviluppo dell’assertività;

    utilizzo di metodologie che implichino il coinvolgimento attivo dei soggetti, poiché la sicurezza di sè si rafforza nel provarsi e nel padroneggiare se stessi in situazione;

    favorire situazioni nuove, in cui si possano sperimentare successi;

    proporre - nelle testimonianze, nella documentazione e nelle équipe di riferimento - figure femminili autorevoli, per favorire il superamento di stereotipi sessisti nei soggetti maschili (donne sesso debole, uomini sesso forte) e la proposizione di modelli di riferimento positivi per i soggetti femminili.