Orientamento come processo globale e continuo

Le riforme in atto possono favorire l’ampliamento dell’orientamento nel senso di un processo globale e continuo e di un servizio disponibile a tutti, giovani e adulti, nelle diverse fasi di scelta, sia del percorso di studi che professionale.
Occorre però riflettere bene sul significato degli aggettivi “globale” e “continuo”.

Orientamento inteso come processo globale significa affrontare la complessità del problema ed evitare l’approccio unidirezionale e autoreferenziale e porre al centro dell’intervento le persone giovani e adulte, aiutandole ad affrontare e a collegare tutti gli aspetti del “loro” problema:

  • personali (scoprire le proprie risorse);

  • di prospettiva professionale (sbocchi nella vita attiva);

  • di prosecuzione degli studi (quadro d’insieme dell’offerta formativa);

  • di inserimento nel mondo del lavoro (come muoversi nel mercato del lavoro);

tenendo conto dei tre ordini di variabili/vincoli che incidono sulla loro
decisione:

  • personali (attinenti alle caratteristiche individuali);

  • sociali (attinenti al contesto familiare e geografico-culturale);

  • strutturali o situazionali (attinenti al contesto economico locale, alle opportunità formative, alle dinamiche dell’occupazione).

Orientamento inteso come processo continuo significa accettare le sfide del cambiamento sociale, organizzativo ed economico diventando fondamentale strumento di supporto nelle diverse fasi di transizione. 

L’orientamento è quindi strettamente collegato sia a processi di formazione continua (lifelong learning), sia all’evoluzione delle professioni e dell’organizzazione del lavoro.